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Premio "Città di Montebello-Edward Lear": i riconoscimenti

La serata conclusiva del premio letterario 'CITTA' Di MONTEBELLO-EDWARD LEAR', XI Edizione, si è svolta nella piazzetta di Via La Croce, nell'antico borgo.

Ha presentato Enzo Antonio Malacrinò, vero mattatore della serata.

Alle19.30 prima dell'inizio dei lavori, è stata inaugurata dal sindaco Ugo Suraci e da Mons. Antonio Morabito, la mostra di pittura e grafica del Prof. Antonio Palmenta di fronte ad una piazza gremita di poeti e di simpatizzanti giunti anche da fuori Calabria.

Dopo il saluto delle autorità, (il sindaco di Montebello Ugo Suraci, il consigliere regionale Giuseppe Pedà, Don Giovanni Gattuso, parroco di Montebello, Mons. Antonio Morabito, il giornalista Vincenzo de Angelis), Paolo Marcianò, socio dell'associazione Arghiropoulos, ha ricordato il sacerdote (dal 1955 al 1965) Don Rosario Caratozzolo a cui quest'anno è stato dedicato il premio.

Al termine l'associazione ha consegnato una targa artistica ai familiari che, a loro volta, hanno voluto donare un riconoscimento all'associazione.

SEZIONE PREMIO IN LINGUA ITALIANA: 1°Tiziana de Lorenzo, 2° Paolo Landrelli, 3° Eleonora Saraceno.

Maria Chiara Gattuso e Giusy Cogliandro hanno ballato sulle note di "Comunque andrà "con coreografia di Maria Chiara Gattuso.

Premi Nicolaos Arghiropoulos per la sezione in lingua italiana sono stati assegnati a: Giuseppe Talladira, Giuseppe Stranieri, Vincenzo Borzumati, Antonino Laface.

Premio 'Rosario Caratozzolo' a: Francesca Tavani, Fortunata Palamara, Emilia Romeo, Giuseppe Caruso.

I premi speciali 'Terra mia' a: Roberto Pirrello, Giuseppe Cotroneo, Domenico Musolino e Simone Valtorta.

Menzionati Salvatore Lagravanese, Albino Foti, Filippo Marcianò, Valeria Grasso.

Premio 'Filippo Pugliatti ' a Rodolfo Brogna.

Segnalazioni di merito per la poesia in lingua italiana a: Giovanna Malara, Alessia Moschella, Cristina Battaglia, Giuseppina Zampaglione, Giuseppe Pennella, Francesca Amodeo, Franco Cornelio, Margherita Scaramuzzino, Ornella Zurzolo.

Paolo Federico, Adele Misitano, Maria Labate hanno eseguito brani d'opera e pezzi della tradizione napoletana.

I Picca-Dilli hanno eseguito brani di musica legge

SEZIONE IN VERNACOLO

Si sono classificati: 1° Domenico Fabiano Mani, 2° Demetrio Latella, 3° Carmelo Morena.

Premio Nicolaos Arghiropoulos : Ferdinando Spanò, Saverio Macrì, Angelo Canino.

Premio Rosario Caratozzolo a: Antonino Bonaccorso, Franco Blefari, Vincenzo Lagrotteria.

Menzione d'onore a Francesco Reitano, Giuseppe Trimarchi, Giuseppe Sergi, Lucia Gaeta.

Sono stati segnalati: Roberta Zurzolo e Paolo Federico.

Annamaria Nucera e Cosimo Pellicanò hanno eseguito "Ama e cambia il mondo" tratto da "Romeo e Giulietta" a cura della prof.ssa Maria Chiara Chiarenza.

Premio Speciale"Filippo Marcianò" al dr Natalino Foti.

Premio 'Antonio Tripodi' a Vincenzo Screti.

Il Sindaco Ugo Suraci, ha consegnato il 'Premio Città di Montebello Jonico' a Paolo Lacava.

PREMIO IN LINGUA GRECA E GRECO-CALABRA

1° Francesco Nucera (Ti Chòra mu – Gaddhicianò, il mio paese – Gallicianò), 2° Gianfranco D'Aguì (Do mu tin chàri dammi la gioia) 3° Giacomo Stelitano (Iconi tu perasmènu kerù ( immagine del tempo passato)

Poesia in lingua greca, Irene Katerinàki (Agapimene mou fili, Cara amica mia)

PREMI ALLA CARRIERA

a Rocco Criseo e a Daniela Ferraro

PREMIO PER LA NARRATIVA BREVE: 1° Carmela Maria Saraceno, 2° Giuseppe Piccolo e Annamaria Elia, 3° Carla Spinella

Premio 'Nicolaos Arghiropoulos' per la narrativa a: Pat Porpiglia e Cosimo Sframeli.

Premio ' Rosario Caratozzolo' a: Isabella Abbatepaolo e Gabriele Piccolo.

Menzione a: Francesco Ravenda.

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Premio Letterario Città di Montebello Jonico 'Nicholaos Arghiropoulos-Edward Lear'

Scaletta della serata 2019

Inaugurazione della mostra personale di pittura e grafica del professore Antonio Palmenta.

Ore 19.00 – Saluti della Presidente, del Sindaco di Montebello, Ugo Suraci e delle autorità presenti.

Anna Maria Nucera in "Non è detto" (Prep. a cura dalla prof.ssa Maria Chiara Chiarenza).

Ospiti: Assessore alla cultura della Città Metropolitana, Demetrio Marino, On. Giuseppe Pedà del Consiglio Regionale della Calabria, Sindaci dell'Area Grecanica- Prof. Daniele Macris, Prof. Santo Caserta(Pres.MOCI), Prof.ssa Luisa Catanoso Casciano (Anglo Italian Club)-Dr.Vincenzo de Angelis -Sacerdoti: Don Giovanni Gattuso, Don Daniele Siciliano, Don Danilo Nocera- Don Giovanni Zampaglione- Mons. Antonio Morabito.

Ore 20.00– Esibizione dei Picca Dilli

Ricordo a cura di Paolo Marcianò del sacerdote Don Rosario Caratozzolo a cui quest'anno è dedicato il premio, e consegna di un riconoscimento alla famiglia.

Maria Labate in "O mio babbino caro" G. Puccini.

Ore 20.30 – Premiazione vincitori poesia in lingua italiana

1Tiziana de Lorenzo "Cercando un colore inesistente

Appare un diario, testimone e rifugio dei moti del cuore della poetessa, dentro vi è una secca foglia di ciliegio. Aprendolo si fa un tuffo nel passato, ora gustato meglio perché lontano e mitico. La lirica si sviluppa lungo l'asse della memoria, irrobustita da parole belle, dettate dal cuore, che mai smette di emozionarci.

2 Paolo Landrelli Ti presento il mondo

È un nonno che dice al nipote:" La giostra della vita ti racconto, tu vivila così, senza rimpianto". L'intera lirica è un concentrato di saggi consigli d'applicare, come anche: :" Se vedrai cose che non puoi cambiare, apri le ali e vola un po' più in là".

3 Eleonora Saraceno La solitudine

Qui la solitudine è concepita come portatrice di eterei voli e mirabili canti nel profumo infinito del limpido cielo. È uno stato privilegiato della coscienza, un mondo parallelo e desiderato nel quale rigenerarsi. Il poeta ci conduce abilmente per mano e ci fa comprendere che si può amare la solitudine perché essa attende dal cuore tanta ricchezza d'amore.

Comunque andrà" Ballano Maria Chiara Gattuso e Giusy Cogliandro, coreografia di Maria Chiara Gattuso

Ore 21.00 Premi Nicolaos Arghiropoulos a

Giuseppe Talladira Dalla polvere alla polvere

La lirica sembra che arrivi da un mondo arcano e mistico, una pagina di eternità che si posa sul cuore di ogni lettore che brama di dissetarsi presso la fonte dell'infinito amore di Dio. Tutto è un impasto di Vita.

Giuseppe Stranieri Moti del cuore

La poesia è di grande intimità tra l'io lirico e la propria anima in un rapporto diretto con Dio. In pochi versi si condensa il pensiero profondo del poeta in una continua comunicazione con sé stesso.

Vincenzo Borzumati Sera d'estate

Come un lampo improvviso, così un amore nasce, come dice il poeta:" Tutto è avvenuto al lume delle stelle, tu alla ringhiera ed io lì presso, accanto, avvinti dalla quiete alla marina". Dieci righe coagulano un momento unico e inaspettato tanto più bello quanto più inavvertito. Anche questa volta l'estate è stata foriera di un importante amore.

Antonino Laface Anche la fede è stata colpita

Siamo alla presenza di un testo mistico, come se fosse uscito dalle Sacre scritture. Invita tutti a riflettere sul proprio agire, mentre la terra è bagnata di sangue. Le immagini sono truci come quella dei soldati riversi sul campo di battaglia. È inutile e vergognoso il grido di Vittoria e di Conquista che ha vilipeso la pace e la serenità degli uomini. C'è un rimando ad Abele e la sua pessima fine, per concludere con il giudizio finale, ultimo atto per l'umanità da salvare.

Premi Rosario Caratozzolo

Francesca Tavani Pensando a te... mamma

La poetessa evoca la figura della madre, usando parole semplici e profonde che commuovono lei e chi legge la lirica. Dice:" Non credevo che le mamme invecchiassero, tu mi hai sempre detto che saresti stata sempre presente per me". Unica consolazione che le rimane è l'amore che la legò a lei e che non muore mai.

Emilia Romeo Canto del sole

La poesia si snoda attraverso quattro elementi che sono: La Vita, la luce, Dio e il fuoco. Ognuno di questi si presenta con la sua peculiarità e il senso profondo che gli appartiene da sempre. La Vita dona forza agli alberi, la luce si diffonde sul mondo, Dio abbraccia le sue creature e il fuoco brucia di un amore che lo divora.

Giuseppe Caruso Alla mia terra madre

Il poeta coniuga la sua terra a gioie e dolori vissuti, a melodie struggenti e stenti di povera gente. Il legame carnale si fa più vivido attraverso luci, colori, profumi e sensazioni. Qualunque elemento gli appartiene e lo fa pienamente suo.

Fortunata Palamara Terra Mia

Cinque quartine a rima baciata dense di struggente malinconia in un susseguirsi di immagini di forte impatto emotivo traducono l'amore verso la terra natia mentre un treno si allontana nella sera.

Paolo Federico in "Nessun dorma" dalla Turandot di G.Puccini-Torna a Surriento

Premio Terra mia a Roberto Pirrello( Quando una mamma )Giuseppe Cotroneo (Era il tempo del primo amore) Domenico Musolino (Inganni) Simone Valtorta (Ricordi)

Menzioni d'onore a Salvatore Lagravanese (Cosa cerchi ) Albino Foti (A te ho dato il cuore), Filippo Marcianò (Gli Addii-) Valeria Grasso (Pace)

Adele Misitano canta "Ave Maria" di Lorenc

Segnalazioni di merito per la poesia in lingua italiana a

Alessia Moschella (Non ho bisogno di te), Cristina Battaglia (Domenica), Giuseppina Zampaglione (A mio padre)-Giuseppe Pennella, (Sogno di un'estate) Francesca Amodeo (Figli), Franco Cornelio (Papa Francesco), Margherita Scaramuzzino (Pioggia Santa) Ornella Zurzolo (La rosa).

Ore 21,30. Premiazione liriche in vernacolo-

1° Domenico Fabiano Mani

Il poeta tesse una lode alle mani che sono preziose e possono anche salvarci la vita, come quelle dei medici, mentre bisogna prestare attenzione a quelle di alcuni politici che:" S'afferranu mazzetti senza scornu latri e speculatori, nta saluti, mbrogghjanu cielu e terra notti jornu". Il mondo è un intreccio di tante mani che sempre operano qualcosa.

2° Demetrio Latella'U mari r'a vita

La lirica è composta in rime alternate, con la presenza di qualche enjambement. Il linguaggio è solennemente poetico e romantico, riporta all'eterno movimento della vita nel suo ciclo di sofferenze e di rinascite. Dio incoraggia ad andare avanti perché è Lui che manda l'onda nuova a rinfrescare e con la sua mano aggiusta ogni cosa. L'umanità può essere certa che il sole sorge per tutti ogni mattina.

3° Carmelo Morena'Nchianandu pi 'Muntibeddhu

Il poeta guarda ciò che lo circonda e su questo riflette e agisce. Cammina e contempla le rovine del passato che ancora a lui parlano e comunicano molto. Il suo sguardo è tenero e appassionato allo stesso tempo.

Ore22.00 Conferimento premi Nicholaos Arghiropoulos per la poesia in vernacolo

Ferdinando Spanò A Lucia

L'amore struggente è al vertice di questa lirica, così semplice, profonda e appassionata. Lucia è nella mente e nel cuore del nostro poeta che non si arrende alla sua perdita ma l'incornicia all'interno del suo romanzo personale.

Saveri Macrì Veni 'nta terra

È un invito ad ascoltare gli insegnamenti e valorizzare ciò che conta nella vita. Il padre esorta il figlio alla bellezza della natura così fruttuosa e lo porta ad allontanare la mente dalle cose vane e passeggere come l'oro o la moneta. La lirica è di stampo classicheggiante e dall'intensa partecipazione emotiva.

Angelo Canino Chill'orduru e du passèatu

Quanta nostalgia trapela da questa lirica. Il tempo è inciso nella mente del poeta che instancabile enuclea i momenti salienti del suo vissuto, così genuino e onesto. Il punto di riferimento è la casa dei nonni che consiste in un'unica stanza. Infatti scrive:" Tuttu chissu era intra ssa càmmara ranna, duvi na vota, i muri sentiani parrèari, mo è abbannunèata, c'è ssempri cittu, ma quanni apru a porta e intra trèasu... sìantu sùbitu chill'orduru e du passèatu.".

22.30 Esibizione dei Picca-Dilli

Premi Rosario Caratozzolo per la poesia in vernacolo. A

Antonino Bonaccorso Evviva lu cuvernu

La poesia, apparentemente scanzonata, affronta un tema molto serio e sempre attuale, ovvero il Governo e il suo funzionamento. Oscilla tra una visione positiva di benessere per tutti e uno sguardo più realistico sulle ingiustizie palesi e ruberie mal celate, a discapito del più debole.

Franco Blefari U dialettu calabrisi

Lirica ben costruita in quartine di endecasillabi a rima alternata che esprime il dolore del poeta per la morte del dialetto calabrese e piange come fa un figlio con il padre sul letto di morte, un dolore profondo perché se muore una lingua muore anche la storia di un popolo.

Vincenzo lagrotteria 'Na prighiera fazzu o Signuri

La lirica presenta il tono pacato e sommerso di una preghiera molto accorata a Dio. I sentimenti fluiscono rapidamente e si concludono con una precisa richiesta del poeta, cioè che il Signore illumini il cuore della sua donna e così poter vedere la luce nei suoi occhi belli.

Esibizione di Blu effect, balla Maria Chiara Gattuso, coreografia di Vittoria Maniglio.

Ore 22.00 Menzioni d'onore a Francesco Reitano (A mamma 'nte ricordi), Giuseppe Trimarchi (Calabria quattru stagiuni), Giuseppe Sergi (Nu figghiu i sta terra) Lucia Gaeta ( Nzieme a te)

Esibizione di: Annamaria Nucera e Cosimo Pellicanò in "Ama e cambia il mondo" da "Romeo e Giulietta" a cura della prof.ssa Maria Chiara Chiarenza-

Segnalazioni di merito delle liriche in vernacolo.

Roberta Zurzolo Ama a Calabria, Paolo Federico Cantu pi ttia

Intermezzo Paolo Federico in "Un amore così grande" di Guido Maria Ferilli.

Ore 22.30 Consegna del premio "Filippo Marcianò a Natalino Foti per il lavoro letterario " La piolella"

Protagonista del racconto è la piolella, un uccello che verso la mezzanotte intona il suo tristissimo canto. Micuzzo comprende il suo significato ma non lo sa tradurre agli altri, per cui tutto ciò che capisce resta dentro sé stesso. L'epilogo della storia è fascinoso in quanto vede un ragazzo immerso in una luce fulgida che crea una netta barriera tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Di lì a poco anche Mico Tigna muore, accompagnato, al suo funerale, da qualche amico.

e "Antonio Tripodi a Vincenzo Screti E vorrei dirti cose come "vita mia"

Questa lirica ha il gusto del pane buono di una volta perché parla di luoghi e contadini genuini. Come dice lo stesso poeta:" Qui le idee sono state color grano e ci sono dentro anch'io a quest'odore di leccio, di graspi che si diffondono nell'aria con l'aspetto di una torcia che illumina il passato".

Esibizione di Maria Labate in " Voce e notte" di A. De Curtis. Consegna Premio Città di Montebello Jonico da parte del Sindaco Ugo Suraci a Paolo Lacava Ti viu

Il poeta immagina di vivere con la sua amata anche nell'aldilà come ha fatto sulla terra e descrive con semplicità i gesti e le azioni della quotidianità. L'amore è sempre più intenso e profondo, proprio come dice lui:" L'amuri eternu 'nducisci 'a poisia!". Esso è benedetto dalla presenza di Dio.

Ore 22.45 Premiazione liriche in lingua greca e greco-calabra

1Francesco Nucera Ti Chòra mu – Gaddhicianò (il mio paese – Gallicianò)

In questa poesia il Nucera propone temi ormai ricorrenti in certo filone della poesia dilettante grecofona come la nostalgia dei tempi passati e l'amore per la terra natìa. una poesia sanguigna e fortemente motivata, presente soprattutto nelle comunità poste sulla riva sinistra Amendolea. La Lingua greco-calabra, anche se la poesia , evidenzia un uso improprio della grammatica, è pur sempre una composizione che che esprime profondi sentimenti in una lingua che pochi conoscono e sanno usare.

2)Do mu tin chàri (dammi la gioia) di Gianfranco D'Aguì

"Dammi la gioia" (do mu tin chàri), è una composizione in versi liberi che ricalca uno dei temi più trattati dalla letteratura greco-calabra, quello dell'amore; nello specifico il rimpianto di non aver fatto o capito abbastanza durante i primi incontri giovanili, ma anche la certezza di recuperare quanto forse sciupato, condividendo la gioia di una vita d'insieme più consapevole e matura; i versi ci offrono anche la bellezza di una lingua, nelle sua variante areali che la caratterizza e la rendo unica nel suo genere.

3Iconi tu perasmènu kerù ( immagine del tempo passato) di Giacomo Stelitano

Il poeta ci offre, con appropriato idioma, impinguito con mirati ed efficaci termini in bovese, una splendida veduta "virtuale", un commovente spaccato sociale di vita e di lavoro di altri tempi in uno dei paesi grecofoni della Bovesìa.

Vincitrice poesia in lingua greca Irene Katernàki Agapimeénh mou fili (Cara amica mia)

"celeste dote è questa corrispondenza d'amorosi sensi; celeste dote è negli umani; e spesso Per lei si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi...", così il Foscolo.

I Profondi sentimenti d'amicizia che si perpetuano nel tempo anche quando la persona cara non è più vicina, caratterizzano la lirica della poetessa Irene Katerinàki; sentimenti espressi con la sua lingua greca: dolce nell'ascolto, semplice nella esposizione e scorrevole nella lettura, versi che sgorgano dal profondo dell'animo ed estrinsecano l'intima correlazione che intercorre con l'amica che non c'è più.

Premio alla carriera a

Rocco Criseo Pentedattilo

Questa lirica è un affresco sulle bellezze di Pentedattilo. Il linguaggio scorre con fluidità e le parole si susseguono in modo cadenzato e accattivante. In fondo Pentedattilo diventa il simbolo di un luogo ancestrale e pervasivamente bello.

A Daniela Ferraro L'addio di Pierrot

La lirica è impreziosita da un linguaggio elegante e ricercato che spinge il lettore a continui rimandi semantici in un perenne gioco d'immagini e percezioni sensoriali. Si trova la Vita con i suoi momenti cangianti fino alla loro conclusione, presente nell'uso di qualche efficace ossimoro come:" Un'allegria di morte e un sorriso che piange".

Intermezzo con i Picca Dilli

Ore 23.15 - Premiazione narrativa breve

1Carmela Maria Saraceno Un paradiso in terra

La scrittura del racconto presenta un periodare fluido, denso di significato e di rimandi semantici. Ha il gusto di un testo di altri tempi, ben articolato e incisivamente descrittivo. L'autrice pesca nel bacino della sua memoria e regala al lettore ciò che ha vissuto da piccola. La nostalgia serpeggia incontrastata, sfumandosi in tinte tenui e rilassanti.

2 Giuseppe piccolo Il suono del silenzio

Grande mistero aleggia sull'intero racconto, attraverso il movimento delle tende, quando la musica di un sassofono si diffonde. Un musicista, uno strumento musicale e un bambino muto intrecciano questa breve storia, di certo magica, al punto che il sassofono parla al posto del bambino, cioè diventa la sua stessa bocca. La scrittura del testo è molto serrata e descrittiva, pur lasciando un ampio margine di spazio all'immaginazione del lettore che resta sempre più incuriosito e intrappolato nello scorrere delle vicende e delle loro profonde emozioni.

2Annamaria Elia La strada di casa

Il testo è carico di nostalgia per un passato così lontano ed evanescente a tal punto che i personaggi descritti sono circonfusi da un alone di mistero. Le emozioni scivolano via velocemente, tentando di riannodare i molteplici ricordi di Giovanni che ormai si ritrova anziano. Infatti l'autrice scrive:" Nella mente apparvero nitidi i ricordi, che pensavo sbiaditi dal tempo".

3Carla Spinella Il grande desiderio di Carmelo

Il racconto esalta l'amore di un tempo, fatto di buoni sentimenti e intenzioni. Il periodare è lineare e ricco di significati. L'autrice ha saputo abilmente tessere una trama breve e incisiva sia dei personaggi sia delle loro emozioni, che non hanno mai fine.

Adele Misitano in "La Vergine degli angeli" G.Verdi

Premi Nicolaos Arghiropoulos,per la narrativa

Pat Porpiglia Rimango, rimango, rimango

Il racconto è tutto sviluppato su un intenso dialogo tra i personaggi che si presentano e svelano la loro anima. L'autore scrive:" Devi riappropriarti della tua capacità di sognare, di guardare avanti, di gettare il cuore oltre gli ostacoli. Questo è l'ingrediente fondamentale di ogni storia di successo". L'essere ancorati alle proprie radici e tradizioni infonde una grande forza d'animo al protagonista, tutto proiettato verso il futuro. La figura del nonno Carlo Panetta è emblematica e di monito per i suoi discendenti. La morale del brano è che si può costruire il futuro anche nel luogo in cui si è nati, basta crederci e impegnarsi a fondo.

Cosimo Sframeli Segreti in Aspromonte

Il racconto descrive dettagliatamente l'Aspromonte con la sua bellezza incontaminata e l'armonioso fascino. Attraverso una scrittura abile e ricca di descrizioni si rimanda ad un ambiente che è dentro di noi nell'inconscio collettivo dei Calabresi. Di certo, è presente anche qualche "zona d'ombra" come la coltivazione della cannabis, oppure i sequestri di persona o peggio ancora l'uccisione del Brigadiere Nino Marino. Giustamente il titolo del brano rievoca il mistero e come afferma l'autore anche l'urgenza della verità.

Premi Rosario Caratozzolo a

Isabella Abbatepaolo Arto d'amore

Storia d'amore ben costruita che denota l'uso sapiente degli strumenti linguistici . Un uomo pur di conquistare la donna che ama si sottopone ad un intervento costosissimo per la ricostruzione di un braccio. Il lieto fine ,imprevedibile, tiene col fiato sospeso .

A Gabriele Piccolo L'incontrollabile forza di un ricordo

Un oggetto dimenticato da anni in un cassetto, ha il potere di liberare il protagonista dalla prigione di un ricordo che gli permetterà di staccarsi dal passato e di immergersi di nuovo nella vita. Testo di forte intensità emotiva che denota una soddisfacente padronanza delle tecniche narratologiche.

Menzioni per la narrativa breve a Francesco Ravenda La Gattara

Annamaria Nucera in Colonna sonora Titanic

Ore 24.00. Saluti -Maria Labate-Adele Misitano in Funiculì funiculà