La Fiom Cgil: “Criticità dell’apparato industriale regionale, serve una chiara assunzione di responsabilità ad ogni livello istituzionale”

Il comitato esecutivo della FIOM-CGIL della Calabria riunitosi a Lametia terme ha discusso ed affrontato diversi temi della delicata fase sindacale, politica ed Istituzionale che attraversa la regione Calabria, anche alla luce di importanti questioni di rilievo nazionale come la trattativa aperta per il rinnovo del CCNL con Federmeccanica, del "Piano per il Sud 2030" di forte impatto sul presente e sul futuro. Per la Fiom –Cgil le recenti elezioni regionali, il dibattito politico in esse sviluppatosi, hanno confermato la totale assenza in Calabria di una adeguata consapevolezza della profonda criticità e situazione controversa in cui si trova l'apparato industriale regionale. I temi del lavoro, di quello industriale, della buona occupazione e della buona impresa, del salario, delle tutele contrattuali, del collocamento, della salubrità e sicurezza, dei diritti sociali e previdenziali, della formazione e delle regole degli appalti, sono stati assolutamente estranei alla dialettica elettorale. Cosi come i temi legati ai servizi pubblici locali, nonché quelli legati alla necessaria riorganizzazione del sistema Istituzionale locale e delle società regionali in House. Alla nuova presidente on. Jole Santelli, nell'augurarle buon lavoro, ed alla sua Giunta Regionale, sperando che venga insediata al più presto, chiederemo una attenzione particolare a queste problematiche nella consapevolezza che il tema di cosa produrre, come produrlo e di una forte ed innovativa politica industriale siano centrali nell'azione di governo della cosa pubblica anche per valorizzare e non continuare a non utilizzare, sprecare o addirittura a vederle oggetto di speculazione anche criminale, le risorse straordinarie nazionali e comunitarie.

Chiederemo inoltre alla neo presidente ed al Governo nazionale, di aprire un vero e proprio tavolo sul futuro industriale della regione chiamando ad un ruolo di protagonista le multinazionali presenti in Calabria come Hitachi, Nuova Pignone, NTTdata, Enel, ma anche Fincantieri, Leonardo, Trenitalia, ecc. per disegnare una " visione di Calabria industriale" . A questo fine il comitato esecutivo della FIOM-CGIL della Calabria ritiene fuorviante, oggi, il tema da molti commentatori adombrato di un conflitto su a chi spetta la gestione dei programmi di investimento comunitari e nazionali. La venuta del Presidente del Consiglio Prof. Conte accompagnato dai ministri del Mezzogiorno on. Provenzano e della Pubblica Istruzione on. Azzolina per la presentazione del "Piano per il Sud" a Gioia T. , al di là delle modalità poco coinvolgenti, nei contenuti dello stesso presenta una metodologia credibile di pianificazione integrata delle varie forme di finanziamento ordinarie e straordinarie ed impone alla regione Calabria ed a tutti i soggetti della rappresentanza sociale un cambio di passo nella definizione dei programmi U.E. 2020 / 2027, e di tutti gli altri programmi in itinere. Serve una chiara assunzione di responsabilità ad ogni livello Istituzionale ed una chiara e precisa cronologia degli investimenti: in Cina in dieci giorni sono stati costruiti due ospedali di 10.000 (diecimila ) posti letto, in Calabria in 10 anni non si è nemmeno alla progettazione e ci sono cantieri di infrastrutture stradali, acquedottistiche, industriali, portuali, aperti da oltre 30 anni e diventati emblema del fallimento di intere classi dirigenti.

Il comitato esecutivo della Fiom-Cgil della Calabria ha infine analizzato tutte le emergenze occupazionali determinatesi da diverse crisi aziendali, auspicando a livello nazionale una ripresa di attenzione del Governo verso gli ammortizzatori sociali e gli strumenti di sostegno al reddito. Infine si è pienamente concordato di rilanciare l'iniziativa della CGIL per un "nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratori" e per la "legge sulla rappresentanza", essenziali al fine della ricomposizione dei diritti contro la precarietà e lo sfruttamento e per rafforzare la fiducia nell'azione sindacale.