Dossier
 

All’ombra della massoneria: politici, imprenditori, professionisti e boss. Parla l’avvocato Vittorio Pisani

romeopaolo10giu 500di Claudio Cordova - Decide di contattare il pm antimafia Stefano Musolino quando legge online alcuni articoli che delineano il ruolo dell'avvocato Paolo Romeo quale capo della masso-'ndrangheta reggina. L'avvocato Vittorio Pisani è oggi collaboratore di giustizia, dopo essere stato coinvolto e condannato nell'ambito del caso Cacciola, le oscure manovre messe in atto dalla famiglia della testimone di giustizia Maria Concetta, morta per ingestione di acido muriatico al culmine di mesi in cui la cosca – anche tramite l'opera dello stesso Pisani, ma soprattutto dell'avvocato Gregorio Cacciola – tenterà di disinnescare le dichiarazioni accusatorie della donna ribelle verso la 'ndrangheta di Rosarno.

Nel proprio periodo di collaborazione, Pisani non aveva mai menzionato l'avvocato Paolo Romeo. Le indagini della Dda, poi confluite nel colosso "Gotha", lo portano a rendere ulteriori dichiarazioni: "Andiamo ai fatti, sono abbastanza risalenti nel tempo e riguardano principalmente la figura dell'avv. Paolo Romeo, in che senso? Intanto un collegamento che io faccio ora rispetto a questo evento passato perché oggi vado a leggere che l'avv. Paolo Romeo è indagato, è imputato per fatti che riguardano ipotesi di 416-bis collegati alla sua appartenenza a logge massoniche. E quindi massoneria - 'ndrangheta. E da questo punto di vista un dato che io ricavo nel 2001-2002, ora non ricordo, ma sul punto si potrà fare una verifica, è un messaggio che viene mandato per il tramite dell'avv. Francesco Vigna all'avv. Paolo Romeo da Umberto Bellocco classe '37. Nel senso che io partecipo ad un colloquio, nella qualità di praticante, presso la Casa Circondariale di Livorno ora non ricordo gli anni...".

Pisani è stato per anni l'avvocato di alcuni degli esponenti più potenti della 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Davanti al pm Musolino decide però di non avvalersi della facoltà di non rispondere rispetto alle vicende apprese nel corso della propria professione forense. Anzi, ricorda anche gli albori del proprio percorso: "Io inizio a fare pratica presso l'avv. Vigna nel settembre..luglio-settembre 2001, all'epoca io vivevo tra la Calabria e la Toscana, essendo la mia attuale compagna..ehm..viveva in Toscana e quindi ero praticante dall'avv. Vigna, un giorno mi chiama e ha detto "perché non ci vediamo e andiamo a Livorno al carcere?" e siamo andati a Livorno, all'epoca era detenuto lì Umberto Bellocco classe '37. Fa il colloquio l'avv. Vigna e nel mentre usciamo, nel corridoio, Umberto Bellocco classe '37 quasi sussurrando all'avv. Vigna, io ero lì vicino, gli dice "salutami, se puoi, mio fratello Paolo", per me era un dato assolutamente neutro perché mio fratello Paolo lì ..certo..non ha nessun fratello che si chiama Paolo, cioè tra i Bellocco che poi conosco benissimo...".

Ascoltata la frase sibillina, Pisani non mette in collegamento le circostanze. Oggi, a distanza di anni, sì: "Non c'era nessun fratello di nome Paolo. Per me rimaneva un mero messaggio che l'avv. Vigna doveva mandare ad un fratello, ad un parente, ad un amico che chiamava "fratello", anche perché i modi di fare di Umberto Belloccoverificati anche dai processi eh sono abbastanza, diciamo, pittoreschi, no? In ogni caso dice "salutarnì se puoi ehm..mio fratello Paolo". Lo collego oggi, Dottore, rispetto a quell'evento, lo collego oggi perché il fratello Paolo..ehm "mio fratello Paolo a Reggio Calabria" gli ha detto.. "mio fratello Paolo", il fratello Paolo collegato all'aspetto massonico..intanto "fratello" ha un senso, intanto Paolo poteva..può essere quel Paolo Romeo. Ecco questo è un primo dato che io faccio oggialla luce di queste indagini, quindi quando verifico la qualità di indagato dell'avv.Paolo Romeo dico è probabile che quel fratello Paolo possa essere Paolo Romeo".

L'avvocato Vigna, peraltro, era notoriamente un iscritto alla massoneria. Per questo oggi, il collaboratore Pisani, ricollega molti fatti: "Lui apparteneva a questa loggia massonica di Lamezia Terme e ne ha parlato diverse volte. Allora bisogna intanto specificare che cosa? Il rapporto che avevo io con l'avv. Vigna, nel senso che, non ero il mero praticante dello studio legale Vigna ma l'avv. Vigna mi conosce perché ha difeso anche mio padre da oltre 30 anni, quindi mi conosce da quando ero praticamente piccolo, da ragazzino, dall'età di 10 anni ha frequentato casa mia a Poggio a Caiano, quindi avevamo un rapporto ...per lui ero il figlio maggiore rispetto a Davide Vigna che ora è maggiorenne ma all'epoca era minorenne. Quindi con me parlava di tutto..ehm..con me parlava di tutto e anche di problematiche familiari, di problematiche sue che poi ha avuto con la moglie e che ho cercato anche io in quel momento di risolvere. Lei pensi che io sono stato un mese nella casa a Tropea dell'avv. Vigna perché si era separato dalla moglie, separati in casa, io ero la persona che stava assieme a lui, quindi questi erano i rapporti con l'avv. Vigna. E quindi lui mi parlò di questa sua appartenenza a questa loggia massonica di Lamezia Terme esiamo proprio in quel periodo Dottore, perché dico questo..perché..."

Rispetto al colloquio con il carismatico boss Umberto Bellocco, Pisani ricorda che l'avvocato Vigna lo aveva invitato a entrare nella loggia massonica di Lamezia Terme: "Voleva iniziare anche me in questa.. in questa..in questa esperienza, tanto che io un po' per una forma di rispetto che avevo nei confronti dell'avv. Vigna, un po' perché mi aveva cresciuto veramente e mi voleva bene, in un primo momento avevo detto si. Il giorno che io dovevo andare con loro a Lamezia ho trovato una scusa, ho detto che stavo male, ma perché poi parlando con mia moglie io non ci volevo proprio andare, ho detto "no che vado a fare", quindi però lui, voglio dire, ne parlava spesso e ci andava spesso, su questo anche sua moglie, voglio dire, ne abbiamo parlato diverse volte..ehm..quindi frequentava". Stando al racconto di Pisani, l'avvocato Vigna sarebbe stato un soggetto molto influente all'interno della fratellanza: "Lui la frequentava spesso, andava quasi ogni settimana con il Dr. Gioffrè, Nuccio Gioffrè, di Seminara che è parente dell'ex sindaco di Seminara che si chiama..ehm..la moglie ha una farmacia tra Seminara e Bagnara". Nel ricordo di Pisani spunta anche il nome di Elio Belcastro, già sindaco di Rizziconi ed ex sottosegretario di Stato. Un personaggio di alto livello politico che le indagini ricollegano proprio al circuito relazionale di Paolo Romeo. Ancora una volta, quindi, la massoneria sembra essere la camera di compensazione dove mettere insieme figure totalmente diverse. Professionisti, politici e boss della 'ndrangheta: "Mi parlò anche dell'appartenenza a questa loggia di Pesce Marcello che era suo storico difensore, cioè l'avv. Vigna era storico difensore di Pesce Marcello e mi ha detto che anche lui era..ehm..comunque andava, si vedevano spesso, cioè andavano assieme anche, non nel periodo 2002 perché poi Pesce Marcello era latitante". Quelle vicende, Pisani oggi le rivede in un altro contesto e ricorda quanto fosse variegato (e quindi potenzialmente potente) il mondo delle logge: "Anche attraverso i fratelli Arruzzolo di Rosarno. I fratelli Arruzzolo che uno è attuale consigliere regionale, Giovanni Arruzzolo, è..sono cugini dei fratelli Vecchio, sono primi cugini dei fratelli Vecchio, quindi c'era questa sorta di collegamento tra avv. Vigna, gli Arruzzolo, amici dell'avv. Vigna, i Vecchio, persone comunque che erano influenti sia nell'ASL sia nell'ambito massonìco, a detta dell'avv. Vigna. E quindi l'avv. Elio Belcastro stessa cosa, ha frequentato e frequentava lo studio.

Attraverso l'obbedienza massonica – ricorda Pisani – il circuito relazionale si sarebbe anche attivato per remare contro un dirigente dell'Azienda Sanitaria di Palmi, evidentemente sgradito agli scopi delle persone vicine a Vigna. A questo punto, emerge anche la figura dell'ex parlamentare Paolo Romeo: "Lui (l'avvocato Vigna, ndr) apparteneva a questa loggia massonica e aveva anche rapporti con l'avv. Paolo Romeo nel senso che ci parlava spesso, ci parlava spesso con l'avv. Romeo, qualche volta lo ha anche incontrato a Reggio Calabria in mia presenza, quindi ehm..non si parlava assolutamente in maniera esplicita di massoneria [...] però voglio dire lo passava a salutare spesso dopo che finiva l'udienza, voglio dire, è capitato diverse volte. Quindi il contesto era quello, quando io dico Umberto Bellocco dice "mio fratello Paolo di Reggio Calabria", un Paolo che frequentava l'avv. Vigna a Reggio Calabria era l'avv. Paolo Romeo".

Paolo Romeo stando al racconto di Pisani sarebbe stato anche un soggetto interessato alle sorti di una istanza difensiva a favore del boss Marcello Pesce, che nel 2002 circa viene colpito da un provvedimento giudiziario, dando vita alla propria latitanza: "Che cosa succede? L'avv. Vigna mentre la scriveva nella sua stanza mi riferisce che aveva avuto indicazioni da Paolo Romeo, non che il dottor Lombardo fosse un massone, attenzione, di presentare questa istanza perché ci sarebbe stato l'interessamento di Paolo Rorneo, non con il dottor Lombardo, ma per il tramite di altri amici del dott..ehm di amici in comune fra Paolo Romeo e il dottor Lombardo e sarebbe intervenuto lui, l'avv. Paolo Romeo affinché questa istanza avesse esito positivo". Il riferimento è all'ex magistrato Vincenzo Lombardo, in quel periodo Gip presso il Tribunale di Palmi e successivamente procuratore della Repubblica di Catanzaro. Ancora dal racconto di Pisani: "Gli indicava Paolo Romeo di inserire nel testo, per far capire al dotto Lombardo che stavano parlando di soggetti massoni, quindi sia l'avv. Vigna sia Marcello Pesce stesso, di mettere dei simboli no che raffigurassero l'appartenenza alla massoneria, ciò che avviene, io lo ricordavo ma lo verifico ieri perché per puro caso mi ritrovo questa istanza sul mio pc così come tante altre istanze, perché avevo la pennetta dell'avv. Vigna e poi mi san trasferito quando collaboravo comunque, di inserire dei simboli massonici. lo ricordo che questa scena perché l'avv. Vigna me ne parlò ha detto "ora metto questa piramide con questi tre punti" e quindi a pagina 36 di questa istanza, ma questa è l'impaginazione [...] c'è una piramide con tre puntini, lei sa meglio di me cosa significa la piramide e cosa significano i tre puntini in massoneria. Quindi, l'avv. Vigna me lo dice chiaramente che c'era interesse di Paolo Romeo, per questa istanza si sarebbe interessato Paolo Romeo a livello massonico per questa istanza affinché andasse a buon fine. Poi è stata rigettata dal dottor Lombardo, quindi su questo nessun dubbio".