Dossier
 

“Peppe Scopelliti e Alberto Sarra incontrarono Giuseppe De Stefano”

scopellitidestefanosarradi Claudio Cordova - "Ho aiutato Giuseppe Scopelliti sotto il profilo elettorale nella campagna per le Regionali del 2000". Ad affermarlo, nell'ambito del maxiprocesso "Gotha", è il collaboratore di giustizia Antonino Fiume, ex killer della cosca De Stefano ed ex cognato di Giuseppe De Stefano e degli altri figli di don Paolo De Stefano, essendo stato fidanzato per molti anni con la figlia del defunto boss, Giorgia.

Rispondendo alle domande del pubblico ministero Giuseppe Lombardo, Fiume ricorda proprio quegli anni: il periodo antecedente alla sua collaborazione, iniziata nel febbraio 2002. Il collaboratore ribadisce quindi quanto già affermato in altri procedimenti, come quello "Meta", circa la conoscenza con l'ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore, ma allarga il campo. Avrebbe conosciuto Scopelliti nei salotti della "Reggio bene" e lo avrebbe frequentato fino al 2001: "Gli portai 1500 voti, poi entrarono in mezzo persone legate alla massoneria e io mi defilai".

La richiesta di aiuto elettorale a Scopelliti sarebbe arrivato tramite i fratelli Mario e Pino Scaramuzzino, storici proprietari de "L'Oasi". Nino Fiume afferma di aver aiutato Scopelliti per amicizia: "Ma lui sapeva del mio legame con i De Stefano: io ne parlai con i fratelli e mi diedero l'autorizzazione a raccogliere voti, ma senza spendere il nome dei De Stefano". La testimonianza di Fiume è utile nel processo alla masso-'ndrangheta reggina perché tra le accuse portate avanti dalla Dda c'è quella che sostiene come la componente occulta della 'ndrangheta, capeggiata, tra gli altri, dall'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, sia stata in grado di orientare, anche tramite strumenti politici come Antonio Caridi e Alberto Sarra, le sorti politiche di Reggio Calabria e dintorni: "Accompagnavo Scopelliti nei giri elettorali, a Melito Porto Salvo ci furono contatti con la famiglia Iamonte, mentre Marcello Pesce, a Rosarno, mi disse che c'era qualcuno che manovrava Scopelliti".

Sono gli anni in cui Scopelliti è un giovane politico rampante, così come Alberto Sarra. Entrambi appartenenti in Alleanza Nazionale, ma a correnti diverse: "Giuseppe De Stefano mi disse di stare lontano da Alberto Sarra, che si accompagnava ai Servizi Segreti".

Dopo una prima riluttanza, infatti, Peppe De Stefano, il più carismatico tra i figli di Paolo De Stefano, avrebbe cercato e ottenuto un incontro con le due anime di Alleanza Nazionale: "Peppe Scopelliti e Giuseppe De Stefano si incontrarono al Circolo Polimeni tramite l'avvocato Fabio Cutrupi". Un soggetto, quest'ultimo, che Fiume inserisce nella categoria dei "riservati", ossia di quei soggetti-cerniera su cui la 'ndrangheta potrebbe contare in determinati casi: "Anche Sarra incontrò Giuseppe De Stefano, ma a Messina".

In mezzo, anche i rapporti tra Totò Caridi e Franco Chirico, cognato di Paolo De Stefano. Ma, come sempre, una costante: la massoneria occulta e deviata.

Fiume menziona la Loggia del Sacro Cuore, di cui avrebbero fatto parte personaggi molto in vista come Rechichi, Montesano e Ramirez, ma, soprattutto, l'avvocato Giorgio De Stefano, considerato l'eminenza grigia dello storico casato di Archi: "Appresi dell'esistenza della Loggia da Raffaele Grilletti, che ne faceva parte e che mi disse che la Loggia appoggiava Sarra, anch'egli iscritto. Voleva convincermi a non appoggiare Scopelliti e a spostarmi su Sarra".