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Reggio: nel 2014 i voti di Nicolò (e dei Libri) sul candidato Pizzimenti

pizzimentiantonio600di Claudio Cordova - Per le consultazioni comunali di Reggio Calabria del 2014, i voti (mafiosi, secondo gli inquirenti) di Alessandro Nicolò sarebbero finiti verso Antonio Pizzimenti, poi effettivamente eletto e tuttora consigliere comunale di minoranza a Palazzo San Giorgio. Dalla viva voce di Nicolò si comprenderebbe come dietro "i patti" vi era il procacciamento di voti in suo favore da parte del dentista Demetrio Giuseppe Tortorella, considerato uomo della cosca Libri, e Pasquale Repaci, padre di Anita, compagna di Filippo Chirico, reggente del clan. Ai due, il politico, aveva conferito uno specifico incarico e cioè quello di raccogliere i voti nel quartiere di Cannavò (roccaforte della cosca Libri) perché : NICOLO': (...) a Cannavò perché a Cannavò li prendi che ti votano... (...) eh, eh si appattano Tortorella e coso là...chi arriva prima, per arrivare tu e coso... PIZZIMENTI: e Repaci.

Il legame tra il consigliere regionale e l'allievo farmacista pare indissolubile, dato che entrambi sceglieranno di fuoriuscire da Forza Italia (partito di storica appartenenza e con cui parteciperanno al voto nel 2014) per approdare a Fratelli d'Italia.

Quindi, un esponente di spicco dei Libri, il dentista Tortorella, e Repaci raccoglievano voti per sostenere le intese elettorali di Nicolò e di Pizzimenti, ciò naturalmente era prodromico, nel pieno rispetto del concordato "do ut des", ai favori di vario tipo che i sodali chiedevano-pretendevano.

Così si esprimono senza mezzi termini i soliti Mimmo Tortorella e Stefano Sartiano, con il primo che riferisce al sodale del timore di Nicolò e cioè che "da noi si prendono i favori e poi votano agli altri", ciò a maggior riprova di quanto concordato con gli esponenti della consorteria: "L'altro giorno Sandro mi ha detto, gli dici a Pasquale se viene, perché...mi porta nomi, cose... da noi si prendono i favori e poi votano agli altri. Pasquale è buono qua e là, per cui questo ti dimostra che si fida assai. Io una battuta gliel'avevo detta, gli ho detto: "io perché mi devo candidare", vediamo chi è e faccio l'assessore, il vice-sindaco, il coso, lui mi ha detto fai il vice, ti ricordi? Ha detto fai il vice-sindaco e il presidente di una commissione. Ora noi dobbiamo dirgli, con Pasquale, Pasquale...".