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Santelli-Falcomatà sul ring. Tra i due litiganti... la Calabria piange

santellifalcomatadi Pasquale Romano - Il 6 marzo 2020 sembra perdersi nella preistoria. In quella data, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà aveva fatto visita alla Governatrice Jole Santelli. Tra i temi trattati nella circostanza, "priorità assoluta al monitoraggio del sistema di gestione degli impianti regionali per il conferimento dei rifiuti, il tema del lavoro, e infine il Trasporto Pubblico Locale, con la richiesta da parte del Sindaco del trasferimento della delega alla Città Metropolitana".

La classica foto di rito ad incorniciare l'incontro e a testimoniare la volontà comune di lavorare in sinergia per il bene della Calabria, nonostante le diversissime vedute politiche. Da quel giorno lo tsunami Coronavirus si è abbattuto sull'Italia, obbligando tutte le istituzioni politiche (dal Governo centrale ai singoli comuni) a misure emergenziali e a decisioni drastiche da prendere giorno dopo giorno.

C'eravamo (quasi) amati. In poco più di un mese, il rapporto tra Santelli e Falcomatà si è già deteriorato. La cordialità del primo incontro è evaporata presto, lasciando il posto ad un crescente livello di tensione fatto di continui botta e risposta.

Il 'primo round' è datato 25 marzo, giorno in cui i guantoni di Santelli e Falcomatà iniziano a incrociarsi. La vicenda che ha visto più di 200 persone per più di 24 ore 'ormeggiate' in maniera indecente al porto di Villa San Giovanni la 'miccia' che ha aperto le ostilità.

"Ho appreso informalmente da un imprenditore reggino che la Regione Calabria e la Regione Sicilia starebbero pensando di trasferire in un hotel di Reggio Calabria alcune delle persone bloccate al porto di Villa San Giovanni. È una soluzione assurda, ci opporremo con ogni mezzo a questa ipotesi che mette a rischio la salute dei nostri concittadini. Sotto il profilo istituzionale è una delle pagine più buie degli ultimi anni", la sintesi del pensiero espresso da Falcomatà.

"Nessuna autorizzazione, nessuna disponibilita' e' stata data dalla Regione Calabria affinche' queste persone trascorressero la notte a Reggio. Mi spiace l'insulsa polemica del sindaco Falcomata'. Avrebbe potuto evitarla, se solo si fosse premurato di tenersi in contatto costante con il prefetto di Reggio Calabria", la risposta a tono della Governatrice.

Tolto il velo della finta cordialità, sono rapidamente emersi a galla i caratteri dei contendenti. Il balletto sulle comunicazioni quotidiane (preceduto da un clamoroso mistero riguardante 15 nuovi positivi conteggiati in modo differente) da emanare per aggiornare i cittadini sulla situazione Coronavirus ha causato un nuovo e più feroce scontro.

La Regione ha prima 'imbavagliato' il GOM di Reggio Calabria, accentrando su sè stessa l'esclusiva del bollettino giornaliero, poi ha fatto parziale marcia indietro concedendo altre comunicazioni a condizione siano calibrate temporalmente a quella emessa dalla Cittadella.

"Che fine hanno fatto i 15 pazienti positivi? Si sono persi? Dove sono questi numeri? Ciò basti a comprendere che non si può tagliare l'informazione quando, invece, servono maggiori chiarimenti. La Regione Calabria chieda scusa. Abbiate l'umiltà di farlo e dite che avete sbagliato perché nessuno è infallibile in questo mondo", la nuova invettiva del sindaco di Reggio Calabria.

Addio sorrisi e cortesia, lo scontro diventa totale. "Capisco che nella città di Reggio Calabria a breve ci saranno le elezioni e che i Masaniello di turno si ritrovino decisamente in difficoltà. Dispiace questa sciocca polemica, non per la brutta figura fatta dal sindaco ma perché, così facendo, Falcomatà fa fare una brutta figura a tutta la Calabria".

Il duello rusticano (per ora) si ferma alla controreplica di Falcomatà, che ringrazia la Governatrice per essere stato accostato a Masaniello. "Per me è un complimento, se significa che il sindaco di Reggio Calabria difende gli interessi della sua comunità, allora io sono Masaniello".

Non trovandoci negli studi televisivi della celebre trasmissione 'Forum' o in curva durante un derby infuocato, poco interessa ai calabresi capire da che parte schierarsi nella diatriba tra Jole Santelli e Giuseppe Falcomatà.

Interessa molto di più invece la gestione di un territorio pieno di complessità e problemi, alle prese peraltro con un'emergenza che rischia di stritolarlo da un punto di vista sanitario ed economico.

Gestione che si auspica virtuosa e capace, c'è assoluta necessità di sangue freddo e lungimiranza, per attuare le scelte giuste nell'immediato e nel medio-lungo periodo. Per farlo, non esiste alternativa possibile ad una reale e fattiva collaborazione tra le istituzioni, nella fattispecie Regione e amministrazione comunale di Reggio Calabria.

Non è tempo di frasi ad effetto, metafore sensazionali e sterili polemiche. La Calabria è in ginocchio, e si gioca parte del proprio futuro. Da parte di chi deve provare a farla rialzare in tutti i modi evitando il baratro, sarebbe gradito notare maggiore interesse questo dramma.